“L'assistente sociale e il lavoro di comunità”: seminario dell'Ordine degli Assistenti sociali a Rovigo 

Monday, October 22, 2012

Assistenti sociali a confronto oggi a Rovigo, per fare il punto sullo sviluppo della professione e sulle nuove sfide poste dai bisogni emergenti e dai tagli imposti dalla crisi. Il seminario “L'assistente sociale e il lavoro di comunità è stato ospitato questa mattina nella sede di Palazzo Celio nell'ambito delle iniziative del “Mese dell'anziano” della Provincia ed è stato organizzato dall'Ordine degli assistenti sociali del Veneto.
“Il Consiglio dell'Ordine ha pensato questo seminario come un'occasione di aggiornamento professionale e come un momento di riflessione sulle pratiche innovative che nascono dal lavoro quotidiano - spiega la vicepresidente dell'Ordine Marilena Sinigaglia -. Un lavoro che sempre più deve declinarsi in termini non solo di assistenza, ma anche di sviluppo nei confronti dei singoli e della collettività. Per questo abbiamo deciso di concentrare la nostra attenzione sul lavoro nella comunità locale, nella convinzione che in un momento di forte crisi delle istituzioni si debba ripartire proprio da qui”.
Il territorio polesano pone importanti sfide al servizio sociale, che soffre qui di una cronica assenza soprattutto nei piccoli comuni. Lo sottolinea l'assessore provinciale alle Politiche sociali Marinella Mantovani: “Il lavoro dell'assistente sociale nel nostro territorio è insufficiente: il servizio è gestito in convenzione tra più comuni, sono garantite pochissime ore, spese perlopiù nel disbrigo di pratiche burocratiche, mentre il vero lavoro non viene svolto”. E lancia un appello: “Abbiamo bisogno di stimolare il territorio e anche gli assistenti sociali devono farsi promotori del cambiamento. La Provincia dal canto suo sta lavorando per favorire la creazione di una rete nel territorio, che coinvolga gli enti ma anche il ricco tessuto associativo della provincia”. Sulla stessa linea d'onda Mirella Zambello, assistente sociale e docente di Servizio sociale: “La scarsità di risorse non può essere l'unica ragione: è anche una questione di scarsa attenzione. Per questo è urgente favorire la cultura del servizio sociale, perché altrimenti viene a mancare un trait d'union tra le istituzioni e il territorio. Il seminario di oggi è proprio un'occasione per dare uno stimolo e creare una rete”. E ha concluso: “E' vero che ci sono poche risorse, ma è anche vero che il servizio sociale ha qualcosa da dire su questo, soprattutto per quanto riguarda la razionalizzazione”. Laura Nichele, assistente sociale dell'ufficio di piano di zona dell'Ulss 18, evidenza infine la necessità, sempre più urgente, di “lavorare in modo integrato, unendo professionalità e mettendo la persona al centro, perseguendo il suo più ampio benessere”.
Nel corso del seminario sono state presentate alcune “sperimentazioni” di buone pratiche attivate nel territorio regionale, che rappresentano modi innovativi di risposta a bisogni sempre più complessi. Sono esperienze attente alla persona nella sua globalità, ma che vogliono essere anche a supporto della famiglia, sulla quale troppo spesso viene scaricato tutto il peso assistenziale.

Si allegano le slide della dott.ssa Zambello e il programma dell'evento

SLIDE Dott.ssa Mirella ZAMBELLO


Programma dell'evento

 

  

 

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