Attenti e attivi contro la crisi 

giovedì 25 settembre 2014

Una fotografia degli assistenti sociali veneti

Proponiamo un video di presentazione degli esiti di una parte di un'indagine promossa da Ordine degli Assistenti Sociali del Veneto ed Università degli Studi di Verona nel corso 2012.

Gli assistenti sociali del Veneto
In che modo gli assistenti sociali del Veneto hanno fronteggiato la crisi economica che ha colpito il territorio? Quali strumenti hanno scelto? E, più in generale, come vivono la propria professione? A queste e ad altre domande risponde l'indagine “Gli Assistenti Sociali del Veneto”, curata dal professor Franco Bressan dell'Università di Verona e dai consiglieri dell’Ordine degli Assistenti Sociali del Veneto del precedente e dell’attuale consiglio Martina De Battisti, Giorgia Goffo e Daniele Venturini. L'indagine ha coinvolto 1.343 dei 2.650 assistenti sociali iscritti all'albo regionale. Ed è già la grande disponibilità a rispondere al questionario inviato il primo segnale di una grande voglia di raccontarsi degli assistenti sociali veneti. Ma quanto gli assistenti sociali vedono riconosciuta l'utilità del proprio lavoro da parte del proprio ente di appartenenza? Solo un professionista su cinque (20%) sceglie di rispondere “poco” o “per nulla”, mentre uno su due (53%) opta per “abbastanza” e uno su quattro (26%) per “molto”.

Gli assistenti sociali e la crisi
È probabile che proprio il periodo di crisi abbia messo in luce l'importanza di questa figura professionale. Sono proprio gli assistenti sociali veneti che, grazie ai risultati dell'indagine, raccontano come hanno fronteggiato la congiuntura economica sfavorevole abbattutasi sul territorio negli ultimi anni.
Circa la metà degli intervistati dichiara di aver promosso l’attivazione delle risorse della comunità e di aver potenziato la dimensione dell’ascolto dei bisogni. Ascolto e condivisione in una rete di comunità: si tratta di due dimensioni connaturate alla professione di assistente sociale e fondanti il processo e la relazione di aiuto che il professionista instaura con l’utente.

Le azioni messe in campo
Sono state poi evidenziate alcune azioni di macro sistema come accordi tra pubblico e privato, coinvolgimento di attori sociali o politici, integrazione socio-sanitaria, interdisciplinarietà, formazione continua. Tra le azioni di mesosistema, sono stati messi in luce modelli di progettazione, coinvolgimento di reti, attivazione di comunità, prevenzione del disagio, coinvolgimento del volontariato, condivisione di strategie “non istituzionali”. Tra le azioni di microsistema: abilità di colloquio, percorsi alternativi all'istituzionalizzazione, sostegno economico, coinvolgimento delle famiglie, percorsi di mediazione, distribuzione di beni di prima necessità.

L'indagine
L'indagine è nata con l'obiettivo di fotografare la comunità professionale degli assistenti sociali veneti e conoscerne la composizione dal punto di vista anagrafico, strutturale e della distribuzione nei servizi. Inoltre si intendeva conoscere la soddisfazione nello svolgere la professione, individuare quali necessità formative rilevano gli assistenti sociali ed evidenziare il tipo di reattività alla crisi. Al questionario hanno risposto 1.343 assistenti sociali su 2.650 iscritti all’albo. Risultato già di per sé sorprendente: si tratta di un campione certamente significativo, che corrisponde a quasi il 51% degli iscritti in Veneto e all’84% dei contattati.