Identità alla deriva. Vuoto di sé e vuoto di relazione nel tempo del “tutti connessi” 

Sunday, August 19, 2012

Identità alla deriva. Vuoto di sé e vuoto di relazione nel tempo del “tutti connessi” (edizioni la meridiana, collana premesse, pp. 128, Euro 16,00) raccoglie spaccati di vite raccontate dal punto di vista di un terapista, l’autrice Maria Luisa Verlato, di cui ne descrive i tratti talvolta alienanti, le incertezze e la “nuova sofferenza” di esistenze che, sempre più spesso, vivono in uno stato di “connessione” anziché in “relazione”. In un contesto cioè sempre più orientato all’egocentrismo, alle relazioni virtuali e “senza impegno, più facili da instaurare e rottamare”.
L’autrice esprime delle valutazioni volte alla comprensione e alla cura delle nuove forme di disagio. «Saper cogliere le Identità alla deriva – spiega – vuol dire proprio impegnarsi a capire con tempestività ciò che può sfuggire, sia in terapia che in altri contesti». Fondamentale è l’agire preventivo, «focalizzato a far conoscere stili relazionali sicuri o insicuri a quanti lavorano con le donne in gravidanza o con i bambini, o a chi lavora in contesti educativi sanitari, sociali o politici», con l’obiettivo di ridurre le incidenze di modalità relazionali patologiche per provare a modificarle e per costruire relazioni sicure, quando possibile.
Dall’autoreferenzialità alle relazioni svuotate, all’assenza di empatia, questo libro apre uno scorcio su una nuova condizione di sofferenza delle nuove generazioni di giovani adulti, ma anche sul lavoro che in terapia si può fare, avviando un processo di “alfabetizzazione delle emozioni” per cercare di colmare il “vuoto delle coscienze”. Identità alla deriva parla di questo sforzo e dell’importanza della cura, dell’aiuto che, scrive l’autrice, “è nel legame”.

AUTORE: Maria Luisa Verlato
EDITORE. La Meridiana

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