Insediato il Consiglio di Disciplina Territoriale 

martedì 29 luglio 2014
In data 01/07/2014 si è insediato il Consiglio di Disciplina Territoriale dell'Ordine degli Assistenti Sociali del Veneto. Contestualmente è entrato in vigore il nuovo Regolamento per il funzionamento del Procedimento Disciplinare Locale.
Invitiamo tutti a prendere visione della composizione del nuovo organismo e delle novità introdotte in termini di procedimenti disciplinari.
 
Con l'articolo 8 del DPR 137/2012 il Legislatore ha istituito i Consigli di Disciplina con l’obiettivo di rendere le professioni in Italia più vicine ai bisogni del cittadino e trasparenti verso chi ad esse si rivolge.
Attraverso la loro istituzione la funzione disciplinare non è più di competenza dei Consigli Regionali degli Ordini degli Assistenti Sociali (o del Consiglio Nazionale), che si trovavano, quali componenti eletti dai propri colleghi ad esercitare, oltre a funzioni di “governo” della professione anche azioni di tipo disciplinare verso colleghi. In questo modo si conferisce un nuovo assetto alla funzione disciplinare, sempre più orientata alla tutela dell’interesse pubblico (riferibile cioè a tutti i cittadini) e al corretto esercizio della professione, piuttosto che alla tutela dell’interesse collettivo del gruppo sociale professionale (riferibile agli iscritti negli albi). 

Ci piace inoltre accompagnare questo "passaggio di testimone" dal CROAS al Consiglio di Disciplina, con una intervista alle colleghe Monica Quanilli, referente della Commissione Etico Deontologica e Disciplinare del CROAS, e ad Aurora Mitaritonna, nuova presidente del Consiglio di Disciplina.
Un sincero e caloroso ringraziamento ad entrambe e un augurio di buon lavoro al Consiglio di Disciplina.

Vittorio Zanon
presidente CROAS Veneto

 

Monica Quanilli
 

Ti chiediamo un primo commento sulla novità del Consiglio di Disciplina, introdotto dal DPR 137/2012.
Per la nostra come per altre professioni, questo nuovo organismo avrà un ruolo di garanzia soprattutto per il cittadino, quale cliente al quale siamo chiamati a fornire prestazioni qualificate con modalità deontologicamente corrette. L'accento posto dal legislatore è soprattutto sulla garanzia nei confronti di chi otterrà le nostre prestazioni.
Il dubbio era che non si riuscissero a trovare candidati disposti ad assumere un compito così delicato: oggi possiamo dire che ancora una volta gli assistenti sociali del Veneto si sono dimostrati pronti ad accogliere questa difficile sfida e che il nostro Consiglio di Disciplina è costituito.
 
Quando si è insediato il nuovo Consiglio di Disciplina?
Formalmente si è insediato il 1° luglio 2014 e fin da subito ha dimostrato di essere composto da professionisti seri e motivati, che si sono dati come primo obiettivo la formazione sul tema, così da trovarsi pronti nel momento in cui fossero chiamati ad esprimere il loro giudizio.
Essere stata presente al primo incontro mi consente di descrivere l'entusiasmo che questo gruppo trasmette: pur eterogeneo per l'ambito lavorativo dei membri, ha subito evidenziato come ognuno abbia la disponibilità a mettere in comune con gli altri la propria esperienza e le proprie capacità. Pur con i criteri di selezione imposti dalla legge, vi sono colleghi di quasi tutte le province del Veneto, e questo garantisce la rappresentatività delle specificità dei diversi territori.
Quello che il nostro Ordine può dire loro è un grande e sentito “grazie”: sicuramente per l'impegno che si sono assunti, ma principalmente per aver (ancora una volta) concretamente dimostrato che quando la professione chiama noi assistenti sociali siamo pronti a rispondere.

Cosa cambia per gli assistenti sociali e per i cittadini con l'istituzione dei Consigli  di Disciplina Territoriali?
Contestualmente all'insediamento di ciascun Consiglio di Disciplina (che avvengono con tempistiche differenti di Regione in Regione), entra in vigore il nuovo Regolamento per il funzionamento del Procedimento Disciplinare Locale, che si auspica i colleghi leggano con attenzione e conoscano. Inoltre i singoli procedimenti verranno assegnati e curati da un collegio di 3 assistenti sociali appartenenti alla stessa sezione dell'albo del professionista segnalato.
Dal punto di vista formale, le segnalazioni vanno ora inviate direttamente al Consiglio di Disciplina e non più al Consiglio Regionale dell'Ordine degli Assistenti Sociali (ma in caso di segnalazioni giunte al CROAS, queste verranno indirizzate al Consiglio di Disciplina). Dal punto di vista sostanziale, le segnalazioni saranno trattate da parte di assistenti sociali che hanno una posizione di maggiore imparzialità e terzietà in quanto non sono stati eletti per svolgere i compiti disciplinari. In questo modo il CROAS potrà vedersi sollevato da alcune funzioni e dedicarsi maggiormente ad altre attività di governo, tutela e promozione della professione.
Nulla cambia, infine, rispetto a situazioni di esercizio abusivo della professione da parte di persone non iscritte all'Ordine degli Assistenti Sociali (verificabile anche attraverso l'Albo Unico istituito presso l'Ordine Nazionale): tali situazioni infatti vanno segnalate ancora all'Ordine Regionale che si adopererà con azioni a tutela della professione.
 
 
 

Aurora Mitaritonna
 

Cosa ti ha spinto a candidarti nel nuovo Consiglio di Disciplina?
Le motivazioni sono diverse e attengono innanzitutto al desiderio di rendermi disponibile a svolgere attività a favore dell’Ordine degli assistenti sociali. Ritengo, inoltre, che questa esperienza possa rappresentare un’opportunità personale di crescita professionale per approfondire, in particolare, le problematiche relative alla responsabilità degli assistenti sociali nell’osservanza dei doveri professionali così come sanciti dal Codice Deontologico. Nel presiedere questo Consiglio desidero offrire anche un mio contributo per rendere la professione più vicina ai bisogni del cittadino e trasparente verso chi ad essa si rivolge, come del resto indicato dal DPR 137/2012 sulla riforma degli ordini professionali.
La nostra professione è stata, infatti, più volte oggetto di campagne di stampa denigratorie in relazione ad interventi percepiti come prevaricanti o non sufficientemente tutelanti nei confronti del cittadini che si vivono come vittime passive dell’attività degli assistenti sociali. La presenza all’interno dell’Ordine di un Consiglio di Disciplina cui appellarsi per segnalare comportamenti degli assistenti sociali ritenuti inadeguati o per vedere tutelato un proprio diritto leso, può garantire l’imparzialità del giudizio e la tutela contestuale dei cittadini e della professione.
 
Il Consiglio di Disciplina è formato da 15 Assistenti Sociali esterni al CROAS e nominati dal Tribunale: puoi presentare questo nuovo gruppo che lavorerà per tutelare professione e cittadini?
I colleghi nominati nel Consiglio di Disciplina garantiscono innanzitutto la rappresentanza dei principali Enti e Servizi del Veneto e delle Cooperative Sociali nelle quali sempre più significativa è la presenza di questi professionisti; altrettanto diversificata è l’età dei componenti. In questo modo il Consiglio di Disciplina potrà avvalersi dell’apporto di conoscenze e competenze diversificate particolarmente utili nella trattazione dei diversi contenziosi, valorizzando le esperienze consolidate e anche la freschezza e il punto di vista dei giovani assistenti sociali.
Ho già incontrato questo gruppo di colleghi e in tutti ho constatato la disponibilità di mettersi a disposizione della comunità degli assistenti sociali e l’interesse specifico per la materia; nel gruppo ho percepito una buona intesa e un atteggiamento di collaborazione. Insieme abbiamo concordato di avviare, come primo impegno da realizzarsi subito dopo il periodo estivo, un’attività di autoformazione per approfondire e condividere i contenuti del Regolamento per il funzionamento del procedimento disciplinare locale. È stata prevista, inoltre, una attività di formazione interregionale dei Consigli del Triveneto.
 
Come mai l’attività disciplinare non ha avuto finora una rilevanza significativa?
Credo che prima del Decreto 137/2012 le attività disciplinari siano state centrate prevalentemente sulle funzioni disciplinari nei confronti di singoli assistenti sociali e, di conseguenza, contenute in ambiti di riservatezza e di stretta correlazione fra l’organo giudicante e l’assistente sociale oggetto del procedimento.
Penso tuttavia che l’attività del Consiglio di Disciplina possa offrire anche l’opportunità per stimolare riflessioni che, prescindendo dagli specifici procedimenti, contribuiscano ad approfondire le problematiche di fondo oggetto dei contenziosi, orientando così la funzione disciplinare verso la tutela della professione e l’interesse dei cittadini.
 

Per approfondire...

E' interesse della comunità professionale degli assistenti sociali avere colleghe e colleghi assistenti sociali che, nello svolgimento della propria professione, agiscano comportamenti rispettosi dei dettati deontologici, a vantaggio di persone, gruppi e comunità con le quali si trovano ad operare.
Si possono trovare maggiori informazioni sul Consiglio di Disciplina Territoriale cliccando qui.