La pratica della separazione collaborativa 

Monday, August 27, 2012

La pratica della separazione collaborativa è nata in America dall'avvocato Stuart Webb e poi proficuamente sperimentata in altri paesi come l'Inghilterra, la Francia, la Svizzera, ma anche l'Australia.
L'approccio si è diffuso soprattutto per opera della associazioni professionali forensi, che hanno promosso la formazione di tale pratica, per esempio l'Istituto Italiano di Diritto Collaborativo (IICL).
Tale modello nasce come una pratica che vede la collaborazione fattiva di più discipline tra loro interconnesse (avvocati, psicologi, mediatori, commercialisti ed esperti di problematiche relative ai figli), volta alla positiva risoluzione delle conflittualità familiari. Una sorta di team collaborativo che trasformi il processo separativo da momento di scontro nelle aule giudiziarie a occasione di collaborazione.
Esso prevede che:

- i coniugi rinuncino a rivolgersi all'Autorità Giudiziaria fino al raggiungimento di un accordo di separazione;
- i consulenti legali, adeguatamente formati in diritto collaborativo e mediazione, si impegnano insieme ai clienti a dare vita ad un team di psicologi, commercialisti e pedagogisti, il cui obiettivo sia quello di identificare i bisogni e gli interessi di ogni membro della famiglia per giungere ad un accordo che contempli anche le istanze economiche oltre che quelle relative al regime di affidamento dei figli;
- prima di iniziare il lavoro viene redatto un "contratto" che funge da cornice per i 1 lavoro che ogni professionista potrà portare avanti, e le regole a cui ogni parte dovrà attenersi;
- laddove il processo di separazione collaborativa fallisse i legali hanno il divieto di assistere i clienti nel successivo giudizio contenzioso, così che questi ultimi dovranno rivolgersi ad altri avvocati. Medesimo discorso vale per i consulenti tecnici, che non potranno seguire i clienti come consulenti di parte. Tale clausola del contratto permette a tutti di operare per il raggiungimento di un fine comune, cioè la risoluzione consensuale della disputa;
- al termine del procedimento di separazione collaborativa, i consulenti redigono un normale ricorso per separazione o divorzio consensuale, che entrambi depositeranno in Tribunale con la sottoscrizione di tutti i partecipanti.

I vantaggi del metodo collaborativo consistono principalmente nell'esistenza di regole, a cui sia le parti che i professionisti si vincolano formalmente.
Tra queste le più importanti sono l'obbligo di riservatezza su tutto quanto venga dichiarato o acquisito, anche documentalmente, durante il procedimento.

  

 

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