Tra i disabili tasso di disoccupazione 4 volte più alto dei normodotati 

Thursday, August 01, 2013
Se tra i cosiddetti normodotati la disoccupazione si aggira sul 12 per cento, tra i disabili in cerca di lavoro supera abbondantemente il 40, quattro volte di più. Nel giorno dell’annuncio che, dopo oltre tre anni, verrà rifinanziato il fondo per l’inserimento lavorativo dei disabili, fatto dal ministro Giovannini, i sindacati confederali alla Conferenza nazionale di Bologna hanno snocciolato cifre molto preoccupanti sull’argomento. Il dato del 40 per cento di disoccupati è stato espresso da Nina Daitadella Cgil, la quale ha anche sottolineato come dal 2000, primo anno di applicazione della legge 68/99 sono più che dimezzati i nuovi avviamenti al lavoro delle persone disabili iscritte agli uffici di collocamento. Nell’ultima rilevazione elaborata dall’Isfol, questi erano 750 mila e gli avviamenti al lavoro 22 mila. Altri dati sono stati illustrati da Sergio Ricci della Uil, secondo cui lavora solo il 16% di tutti i disabili tra i 15 e i 74 anni (non solo quelli iscritti al collocamento) e solo uno su dieci il lavoro lo ha trovato attraverso gli uffici pubblici territoriali. Un settore dove domina l’informalità, ma anche la discriminazione di genere, con le donne disabili che molto più difficilmente rispetto ai maschi riescono ad avere accesso a un’occupazione.
La paura che attraversato un po’ tutta la IV Conferenza nazionale è stata chenell’attuale periodo di difficoltà economica siano le persone più deboli a subire le conseguenze più veloci e concrete. Per questo si sono moltiplicati gli appelli e le ricette a contrastare la tendenza che emerge dai dati degli ultimi 4 anni, in cui, come ha detto il rappresentante dell’UglGiovanni Scacciavillani, “si sono consolidate politiche sociali restrittive che si sono abbattute come coltellate sulle persone più deboli, come i disabili”. Ne è un esempio, ha sottolineato, “la campagna di criminalizzazione dei falsi invalidi, che non è mai stata accompagnata da una compagna contro i medici che hanno dato le false certificazioni”. Un clima, ha detto Scacciavillani in modo pessimistico, che “ormai degradato i diritti a mere aspettative”.
Tra le ricette, da segnalare l’invito di Ricci a “sfruttare meglio le agevolazioni fiscali per le assunzioni di disabili”, quello di Daita a riconoscere tra le categorie svantaggiate anche i disabili con invalidità tra il 46 e il 77 per cento, e quello di aggiungere anche i giovani disabili tra i requisiti che debbono avere i cittadini tra 18 e 29 anni per rientrare nelle agevolazioni previste dal recente “pacchetto lavoro”.
Una indicazione quest’ultima venuta da Pietro Cerrito, segretario confederale della Cisl, che nel suo intervento ha tra l’altro lanciato un durissimo attacco all’Inps. “L’istituto che dovrebbe tutelare maggiormente questa categoria – ha affermato – è invece quello che le causa i maggiori problemi. Basti parlare del tempo richiesto per l’accertamento della disabilità, che è oggi in media di ben 278 giorni, con punte di oltre 350 per cecità e sordità”. Secondo Cerrito va lanciato a livello politico un segnale forte all’Inps, “i cui vertici sono oggi molto sordi a queste istanze”.
Nell’intervento di Cerrito anche un forte appello all’integrazione sociosanitaria, “che deve diventare uno dei primi terreni del confronto tra governo, regioni e parti sociali”, appello che sarebbe poi stato raccolto dal presidente della Conferenza delle regioni Vasco Errani.
 
Redattore Sociale
  

 

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